Nuovo credito d’imposta 4.0 per l’agricoltura: nel 2026 incentivo al 40%
— Aggiornato al 22/01/2026
Per le imprese agricole, escluse dal nuovo sistema dell’iper ammortamento, la legge di bilancio 2026 prevede un nuovo credito d’imposta 4.0 finanziato con una dotazione di 2,1 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2026 – 2028.
Chi sono i beneficiari dell’agricoltura 4.0?
L’incentivo si rivolge alle imprese del settore primario (agricole, della pesca e acquacoltura) che effettuano investimenti in beni materiali e immateriali nuovi e interconnessi ai sistemi aziendali di cui agli allegati IV e V.
Qual è il contributo per il 2026?
L’agevolazione prevede un credito d’imposta pari al 40% sul costo di acquisizione degli investimenti ammissibili, con un tetto massimo di spesa massimo di 1 milione di euro per impresa.
Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione (a partire dall’anno successivo a quello di sostenimento della spesa agevolabile) tramite modello F24 e non sarà soggetto ai limiti annuali solitamente previsti per l’utilizzo dei crediti fiscali.
Quali sono le spese ammissibili?
Sarà possibile investire nelle tecnologie 4.0 presenti nei nuovi allegati IV e V della legge di bilancio.
Alcuni esempi di investimenti ammissibili:
Il periodo di riferimento per gli investimenti va dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028.
Attenzione alla soglia dei debiti iscritti a ruolo
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’abbassamento della soglia per il blocco della compensazione orizzontale in F24 in presenza di debiti iscritti a ruolo. La soglia scende da 100.000 euro a 50.000 euro.
La soglia di 50.000 euro ha un valore assoluto per cui, ad esempio, in presenza di ruoli scaduti o di accertamenti esecutivi per 60.000 euro e crediti compensabili per 75.000, il contribuente non può operare la compensazione per l’importo di 15.000 euro. Il blocco può essere rimosso pagando, anche parzialmente, i debiti iscritti a ruolo fino a scendere sotto la soglia dei 50.000 euro, oppure rateizzando il debito.
Tempi e modalità di presentazione della domanda
Per conoscere le modalità di presentazione dobbiamo attendere il decreto attuativo.
Sarà richiesta una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale dei conti. Per le aziende non obbligate per legge alla revisione legale, la norma prevede che le spese per la certificazione, fino a un massimo di 5.000 euro, siano riconosciute come un incremento del credito d’imposta stesso.
Nella bozza non è ancora stato inserito l’obbligo di perizia o dichiarazione del legale rappresentante che attesti la rispondenza dei beni ai requisiti della normativa, ma secondo gli addetti ai lavori, questo obbligo sarà richiamato nel decreto attuativo.
