credito d'imposta 4.0

Credito d’imposta 4.0 per gli investimenti in beni strumentali

Bando aperto

Credito d’imposta 4.0 – Come cambiano gli incentivi nel triennio 2023 – 2025

Guida all’agevolazione per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese nel periodo 2023 – 2025 con le nuove aliquote applicabili

Con il credito d’imposta 4.0 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy porta avanti le misure di agevolazione messe in campo per incentivare le imprese italiane che investono nell’acquisto di beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Quali sono gli interventi realizzabili con il credito d’imposta 4.0?

L’agevolazione è volta a incentivare l’acquisto di beni nuovi di fabbrica appartenenti alle categorie dei beni strumentali materiali o immateriali tecnologicamente avanzati (c.d. 4.0), ossia ricompresi negli allegati A e B della legge di bilancio 2017 (legge n. 232/2016), suddivisi nelle seguenti categorie:

BENI STRUMENTALI MATERIALI BENI STRUMENTALI IMMATERIALI (SOFTWARE)
beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestiti tramite opportuni sensori e azionamenti (ad esempio macchine per la produzione, imballaggio, lavorazione, macchine utensili, ecc.) sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce
sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (ad esempio sistemi di sensori, sistemi per la tracciabilità dei prodotti, ecc.) software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata
dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0 (ad esempio sistemi di sicurezza per prevenire infortuni, diminuire errori ed aumentare l’efficienza). software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio

 

Sono esclusi i beni materiali strumentali con coefficiente di ammortamento inferiore a 6,5%, fabbricati e costruzioni, condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti termali e idrotermali, condutture per la produzione e distribuzione di gas naturale, materiale rotabile, beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Chi può beneficiarne?

Potranno beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore merceologico, dalla dimensione aziendale e dal regime fiscale adottato. Il credito d’imposta è utilizzabile anche dalle imprese agricole e marittime, dagli esercenti arti e professioni e dai soggetti aderenti al regime forfettario.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento e altre procedure concorsuali, e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9 co. 2 del d.lgs. 231/2001.

Obbligatorio per poterne usufruire è che l’impresa sia in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Intensità dell’agevolazione

Gli investimenti devono essere effettuati nel periodo 2023 – 2025 e fino al 30 giugno 2026, a condizione che entro la data del 31/12/2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e che sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo del bene.

In questo caso le aliquote applicabili saranno le seguenti:

PER I BENI MATERIALI 4.0

  • 20% del costo del bene per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 10% del costo del bene per investimenti tra i 2,5 e i 10 milioni di euro;
  • 5% del costo del bene per investimenti tra i 10 e i 20 milioni di euro;
  • 5% del costo del bene per la quota di investimenti superiore a 10 milioni, fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della transizione ecologica e con il Ministro dell’economia e delle finanze.

PER I SOFTWARE (BENI IMMATERIALI 4.0)

  • per il 2023: 20% del costo del bene per investimenti fino a un massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
  • per il 2023: 15% del costo del bene per investimenti fino a un massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro;
  • per il 2023: 10% del costo del bene per investimenti fino a un massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

Come si utilizza il credito d’imposta 4.0?

Per poter usufruire dell’agevolazione le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica asseverata rilasciata da tecnici qualificati o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli rispettivamente negli elenchi previsti dal Piano Industria 4.0 (allegati A e B della legge 11 dicembre 2016, n. 232 rispettivamente per i beni materiali e i beni immateriali) e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Il beneficio spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni. Anche nel 2023-2025 sarà possibile usare il credito immediatamente nell’anno dell’interconnessione della macchina, senza attendere l’anno successivo, come era fino al 2020.

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